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Mauro Staccioli

Volterra. Luoghi d'esperienza

le opere ambientali visibili sono: 1, 3, 7, 11, 12, 13, 14, 15, 16

La galleria Il Ponte insieme alla galleria Niccoli di Parma e all’associazione Fotoimmagine di Volterra ha organizzato il progetto espositivo Mauro Staccioli. Volterra – Luoghi d’esperienza, che trae idealmente origine dalla personale Sculture in città, organizzata a Volterra nel luglio 1972 e curata da Enrico Crispolti. In quel momento Staccioli definisce il suo modo di fare scultura, focalizza l’attenzione sulla vita e l’ambiente urbano, compiendo così un importante passo verso un nuovo modo di concepirla.

 

L’ambizioso progetto prevede un carattere antologico e in progress, organizzandosi in due sezioni:

a. tre esposizioni in spazi museali (conclusasi l'8 novembre) nella Pinacoteca civica in Palazzo Solaini, nelle Logge di Palazzo Pretorio e nella Villa  Palagione;
b. l’installazione di venti sculture (ancora visibile) ambientate nel paesaggio, nonché in luoghi e piazze storiche. Dalla riproposizione di alcune delle opere collocate a Volterra nel 1972, l’artista passa a sviluppare un dialogo con l’intero territorio della città, attraverso la realizzazione di nuovi interventi, che sottolineano tempi e luoghi di un paesaggio in cui storia, cultura e lavoro umano si incontrano, sollecitando la memoria stessa dell’autore, originario di questa terra.

La mostra è corredata da un catalogo del formato di 25x30 cm, composto da 176 pagine, stampate in quadricromia, rilegato cartonato. Testi di Marco Bazzini, Massimo Bignardi, Gillo Dorfles, Maria Laura Gelmini, Simona Santini. Edizione bilingue italiano/inglese. Damiani editore (www.damianieditore.it).

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Punto informazioni: Consorzio Turistico Volterra, piazza dei Priori, 20 - 56048 Volterra. Tel/fax +39058887257 e–mail: ufficioturistico@volterratur.it sito web: www.volterratur.it. Si occupa di fornire tutte le informazioni sulla mostra. Organizza su prenotazione dei  tour in un percorso che, attraverso le sculture installate da Staccioli, condurrà il visitatore attraverso i calanchi volterrani, le pievi, le ville e i più suggestivi scorci del territorio, con delle soste in alcuni  agriturismi per apprezzare e assaggiare i prodotti locali.

 

Ufficio Stampa: Davis & Franceschini (davis.franceschini@dada.it)

 

Mappa delle installazioni ambientali: la numerazione si riferisce alle singole installazioni sul territorio, la cui descrizione è riportata qui di seguito

 

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1. SR 68 località Spicchiaiola. L’indicatore 2009, acciaio corten, cm 1780x50
Il luogo conosciuto dai volterrani con il termine “l’indicatore”, posto nei pressi della località di Spicchiaiola, è un punto panoramico che segna il punto di passaggio tra la provincia di Pisa e quella di Siena. Qui la scultura si impone quale fulcro accentratore, segno di interscambio, perentoria affermazione di un confine da superare sempre, alla ricerca dell’altro, di una relazione con il mondo che questa terra, isolata e dura, deve ricercare
 

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2. Villa di Pignano. Terracotta 2009, terracotta, cm 280x Ø137
L’intervento nel cortile del complesso di Pignano, intende sottolineare il bellissimo borgo medievale, le cui origini risalgono almeno al XII secolo. Così Staccioli, con l’utilizzo di un materiale di antica memoria e dalla lunga tradizione di utilizzo contadino, elabora una scultura che da una parte elogia il materiale, dall’altra richiama la vocazione al lavoro dei campi, alla vegetazione e alla natura.
 

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3. Podere San Nicola / SR 68 bivio per Mazzolla. Al bimbo che non vide crescere il bosco 2009, cinque elementi, ottone, rame, acciaio inox, alluminio, acciaio corten, cm 1530x25  ciascuno
La “selva” di stele posta a ridosso del bivio per il borgo di Mazzolla rende omaggio al bosco di Berignone-Tatti poco lontano, un omaggio alla sua bellezza e varietà. E nell’immaginario dell’artista gli alberi diventano metafore del crescere, diventare adulti, vivere, in una dedica sentita a una vita stroncata prematuramente.


 

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4. Chiesa di San Lorenzo a Mazzolla. Attraversando la storia 2009, intonaco rosso, cm 535x70x535
L’intervento sul fianco della Chiesa di San Lorenzo scaturisce dalla volontà di evidenziare il tratto murario medievale conservatosi, al contrario della facciata purtroppo modificata nel corso del XIX secolo. L’arco ideato da Staccioli nasce sul margine della stretta via che costeggia la chiesa, per appoggiarsi delicatamente sul muro medievale, quasi a voler sorreggere questi resti di un passato da ricordare.


 

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5. Villa di Roncolla. Omaggio all’architetto Campani 2009, terracotta, cm 280x Ø137
Di fronte all’originalissimo oratorio annesso alla villa di Roncolla, Staccioli colloca una scultura – un esemplare analogo è installato a Pignano – che desidera richiamare l’attenzione sull’impressionante facciata in terracotta realizzata tra il 1834 e il 1840 dall’architetto Luigi Campani, allora proprietario dell’edificio. L’omaggio all’architetto Campani concepito da Staccioli, intende dare risalto all’uso sapiente e originale che di questo antico materiale fu fatto dall’ideatore e dagli esecutori delle formelle. Queste riempiendo in una specie di horror vacui l’intera facciata, danno vita a un decoro assolutamente singolare e per certi versi inedito.
 

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6. Villa Palagione.
Nel complesso cinquecentesco, adagiato sul fianco meridionale di Monte Voltraio, nei pressi del quale si incontra la confluenza dei due rami  del fiume Era – l’Era “viva “ e l’Era “morta”–, Staccioli ha esposto il suo Progetto per Pontedera 2007 – mai realizzato – che trae origine proprio dalla riflessione sull’etimologia del toponimo.
Vi è inoltre allestita una sala che propone le fotografie di Robert Tyson relative all’attività dell’artista in California (aperto tutti i giorni: 10.30–13 e 14,30–18,30).



 

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7. SR 68 località Poggio di San Martino. Anello 1997-2005, cemento e ferro, cm Ø600x50
L’anello dal tipico colore rosso ossido caro a Staccioli  dà al dolce panorama collinare volterrano una nuova visibilità e conduce lo sguardo alle alture metallifere al di là dei declivi verdeggianti. Questa sorta di cornice-schermo tondo obbliga a rallentare la corsa lungo la salita che porta a Volterra e costringe il passante non a vedere ma a guardare, e dunque contemplare, lo scenario che si schiude al suo interno.

 

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8. Villa di Cozzano. Volterra di profilo 2009, acciaio e cemento, cm 700x60x650
In questo caso Staccioli individua il passaggio, la soglia, come luogo significativo per l’accesso a questa villa padronale, destinata alla raccolta e alla conservazione dei prodotti delle terre limitrofe. Il segno scultoreo definisce un ingresso, imprimendo alla veduta panoramica  - che da Cozzano spazia, attraverso uliveti e coltivazioni, verso il profilo settentrionale di Volterra - la valenza di un ipotetico al di là. 


 

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9a. Volterra, Piazza dei Priori. Barriera 1972–2009, nove elementi, ferro nero, cm 220x100x100 ciascuno
Fu la piazza centrale di Volterra, simbolo del potere centrale, su cui affacciano gli edifici anticamente destinati alle massime cariche comunali. Lo scultore ripropone le nove punte piramidali in ferro poste come nel 1972 su una diagonale che la attraversa. L’intervento diventa così metafora di una barriera, di uno scontro che la piazza stessa aveva vissuto nella lotta tra guelfi e ghibellini.


 

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9b. Volterra, Piazza San Giovanni. Piramide 1972–2009, cemento e ferro, cm 440x400x400
La grande piramide, già esposta nel 1972, assume in relazione con gli antichi edifici religiosi cittadini - il Duomo, il Battistero e l’ospedale - una forte valenza simbolica. Le linee ascensionali e il senso mistico della piramide si caricano qui di connotazioni negative per l’effetto minaccioso della punta in ferro.

 

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9c. Volterra, Chiostro di Palazzo Minucci-Solaini. Prismoidi 2003-2009, undici elementi, ferro zincato, cm  110x70x80 ciascuno
Questi prismoidi, come li definisce Staccioli, rappresentano forme significanti che appaiono disseminati in maniera casuale a definire una pluralità di orientamenti e punti di vista in uno sconcertante assetto precario. Nei sotterranei del Palazzo sono presentate piccole sculture, disegni e un video dell’installazione della mostra; mentre nell’altana troviamo attraverso imponenti ingrandimenti fotografici una selezione delle principali sculture presenti in musei, fondazioni e collezioni private sia in Italia che all'estero (aperto tutti i giorni: 10.30–13 e 14,30–18,30).

 

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9d. Volterra, Piazza dei Priori, Logge di Palazzo Pretorio. Barriera 1972–2009 (Fonti di Docciola), quattro elementi, cemento e ferro, cm 160x160x180
Questa scultura–intervento degli anni Settanta ci accoglie alle logge di Palazzo Pretorio. Già esposta in Piazza Sant’Andrea nel 1972 e sulla scalinata di Docciola nel 1973, la scultura ritorna qui simbolo di difesa in uno dei luoghi del potere medievale, sede – oltre che del Podestà e del Capitano del Popolo – delle carceri comunali. Qui si ripropone inoltre la mostra Mauro Staccioli: pensare la scultura, curata dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, incentrata sul metodo ideativo–progettuale dell’artista attraverso disegni e maquette  (aperto tutti i giorni: 10.30–13 e 14,30–18,30).

 

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9e. Volterra, Chiesa di San Dalmazio. Omaggio a Giovan Paolo Rossetti 2009, intonaco rosso, cm 580x525x28
Un triangolo poggiato sul suo vertice, classico simbolo mistico-religioso, qui interviene in funzione della visione. L’opera di Staccioli infatti, sottraendo alla vista gli eccessi ornamentali, definisce ed esalta la bellezza della tavola di Giovan Paolo Rossetti (1519-1586), allievo del più noto Daniele da Volterra. Un inno alla pittura cinquecentesca - così lontana eppur così presente a Staccioli - e alla tradizione artistica locale.

 

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10. Località Montebradoni. Cerchio imperfetto 2007–2009, intonaco rosso, cm 350x350x45
Staccioli è nato nel 1937 a Volterra, o meglio, a Montebradoni. Se non per il fascino originario di questo piccolo borgo posto tra la Badia camaldolese e le mura etrusche o per la sua storia millenaria, la scultura di Staccioli merita di trovare posto qui anche solo per il riferimento biografico. Per Staccioli il grande quadrato rosso dai lati curvi diventa una sorta di schermo, dal quale guardare per attraversare con uno sguardo i secoli e leggere tutto il nostro passato.
 

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11. Fattoria di Fognano. San Giacomo in Fognano 1985-2009, cemento rosso e ferro, cm 125x2100x100
L’arco rovesciato posto sul limitare di un poggio pianeggiante, poco prima del dirupo che ne segna la fine, sottolinea non solo idealmente il paesaggio volterrano con le sue dolcezze ma anche le asprezze scaturite dalla sua conformazione geologica. Staccioli con il suo segno dolcemente arcuato dalle estremità aguzze e severe ci sollecita ad ammirare lo scenario con le sue linee modellate dall’erosione del terreno argilloso, con i suoi calanchi e il continuo variare dei suoi colori.


 

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12. Chiesa di Santa Lucia a Corbano. Corbano 2009, intonaco rosso, cm 302x219x6
I ruderi della chiesa preromanica di Santa Lucia a Corbano hanno spinto a realizzare un segno per questo piccolo edificio in balia delle intemperie e destinato a scomparire. La scultura in questo caso si fa gesto risoluto contro l’incuria, a comunicare il rammarico dell’artista che valuta le conseguenze del tempo e della noncuranza.

 

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13. Località Piancorboli. Primi passi 2009, acciaio corten, cm 805x1300x40
Qui le terre aspre riecheggiate nei romanzi di Cassola si aprono ai ricordi dell’infanzia dell’artista. La grande ellisse in acciaio corten che incornicia il panorama che va dall’antica contrada di Montebradoni – borgo in cui Staccioli ha vissuto fino alla maggiore età – alle Balze, alla chiesa di San Giusto e al profilo di Volterra, definisce una sorta di cannocchiale prospettico che in primo piano rileva un casale da tempo abbandonato, la casa dei nonni materni, teatro dei suoi primi passi e del suo primo approccio con la tradizione contadina toscana.
 

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14. Fattoria di Lischeto. Portale 2009, acciaio corten, cm  1000x805x55
Osservando il portale lungo il viale d’ingresso alla Fattoria di Lischeto si può scorgere in lontananza l’ellisse collocata a Piancorboli. Le due sculture ripercorrono idealmente quello che un tempo era il consueto tragitto dei contadini dal podere di Persignano alla fattoria che raccoglieva tutto il loro raccolto. Il grande arco triangolare, quasi sospeso sulle sottili estremità, da vicino manifesta tutta la sua imponenza, facendosi soglia accogliente e solenne nel ricordo di episodi significativi nella vita dell’artista.


 

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15. SR 68, Località La Mestola. Tondo pieno 2009, cemento e ferro, cm Ø600x60
Due tondi, uno aperto ad anello e l’altro pieno, appaiono lungo la STR 68, nel tratto che da Volterra porta alla frazione di Saline. Questi due tipici segni "staccioliani", correndo lungo il percorso della strada in collina, sottolineano una delle vie più solcate dai volterrani che in questo sottosuolo collinare ai piedi della città, mediante un procedimento inusuale, estraevano l’”oro bianco” dai giacimenti naturali di salgemma. Una via che fin dall’antichità ha costituito una miniera dalle enormi potenzialità e che ancora oggi, seppur con un lento declino, segna il destino di questi luoghi.


 

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16. SR 68. La Boldria 2009, cemento e ferro, cm Ø600x60

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