Galleria il Ponte su Facebook
Galleria il Ponte su Twitter
Galleria il Ponte su Pinterest

Spagnulo Giuseppe

Stele,_1982,_acciaio_cm_39x33x27,5.jpg
Giuseppe_Spagnulo,_Baalbeck,_2005,_acciaio,_116x30_cm_e_22x116_cm_copia.JPG
Cerchio_spezzato,_2006,_acciaio_cm_21x22,5x20.jpg
Doppia_diagonale,_2006,_acciaio_cm_18x10,5x9.jpg
Giuseppe_Spagnulo,_Ferro_spezzato,_2006,_acciaio,_cm_46x46x11_copia.jpg

Senza_titolo,_2006,_carta,_ossido_di_ferro_nero,_rosso_di_cadmio,_carbone_cm_115x83.jpg
Carta.jpg
Senza_titolo,_2006,_carta,_ossido_di_ferro_nero,_blu_di_cobalto,_carbone_cm_105x74_carbone.jpg
Progetto_per_cantico,_2006,_composto_da_5_elementi_in_acciaio_e_4_carte.jpg

Giuseppe Spagnulo nasce a Grottaglie (Taranto) nel 1936. Qui, centro tra i più importanti in Italia per la lavorazione della ceramica, si forma presso il laboratorio del padre nella coroplastica e nella lavorazione al tornio.
Dal 1952 al 1958 è allievo di Angelo Biancini all’Istituto della Ceramica di Faenza, luogo nevralgico per lo studio di questa materia e per le relazioni internazionali che vi si sviluppano: il contatto con il ceramista francese Albert Diato, lo introduce alla lavorazione dei materiali ad “alta temperatura”; mentre l’amicizia di Carlo Zauli e soprattutto di Nanni Valentini accende in lui la passione per l’arte.
Inoltre, la possibilità di frequentare il Museo delle Ceramiche arricchisce la sua formazione con la diretta visione dei lavori di Picasso, donati negli anni Cinquanta.
Nel 1959 si iscrive all’Accademia di Brera a Milano, dove ha l’opportunità di lavorare come assistente nello studio di Fontana e in quello di Pomodoro. Conosce Tancredi, Manzoni e, con la frequentazione di Fontana, prende atto delle esperienze della ceramica informale di Albisola.
Dopo l’iniziale dedizione alla coroplastica, l’artista si rivolge alla scultura in pietra e legno che presenta, insieme a piccole opere in grés, nella sua prima personale del ’65 a Milano al Salone Annunciata (in cui esporrà ancora nel 1968, ’71, ’72, ’75, ’76, ’77 frequentemente fino a tutti gli anni ‘70).
Nel 1968 realizza i suoi primi lavori in metallo: i “grandi ferri”. La scultura assume la connotazione di gesto sociale con intento polemico, a partire dalla creazione stessa che avviene nelle acciaierie, negli altiforni e nelle officine, dove Spagnulo lavora insieme agli operai. Lavori che inducono a portare l’attenzione all’operato dell’artista scultore volto ad indagare la fisicità dei materiali per creare volumi che inondino lo spazio con una forte presenza. Si citino l’esposizione alla XXXVI Biennale internazionale d’arte di Venezia del 1972 con le opere Il gioco, Ascesa diagonale, La grande bandiera e le mostre personali alla Galleria m di Bochum (Germania , 1974) e allo Studio Carlo Grossetti di Milano (1978).
Agli anni Settanta, in cui nell’operato dell’artista - che trova ampio spazio in esibizioni personali e collettive in Italia e all’estero sia in spazi pubblici (Salone Annunciata, Milano, 1975; Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; Documenta 6, Kassel, 1977) che privati (Studio Marconi, Milano, 1976; Galleria Walter Storms, Monaco, 1977) – il dualismo tra lavoro fisico-materiale e lavoro intellettuale si risolve sempre in modo equilibrato, appartengono le serie “Cartoni”, “Archeologia” e “Paesaggi”, presentati nella personale del 1977 al Newport Harbor Art Museum in California.
Due anni dopo, come a ricercare il proprio passato, la propria origine culturale, compie un viaggio nel Mediterraneo, dalla Puglia alla Grecia. Nell’80 - invitato a Berlino – ripercorre tale viaggio attraverso le suggestioni della mitologia classica, realizzando grandi opere quali “Antigone”, “Morta Natura”, “Le armi di Achille” in cui agiscono i diversi materiali: dalla sabbia, al legno, alla terracotta, al ferro.
Di nuovo a Milano, dal 1982 Spagnulo, da sempre affascinato dalla tecnica artigianale, si riappropria dell’originaria tradizione della lavorazione della ceramica e usando un enorme tornio realizza la grande “Torre”, che poi forgerà anche in acciaio. Questi sono gli anni in cui l’artista mostra molti dei suoi lavori in Italia e in Germania: alla galleria L’Isola di Roma, alla Civica di Modena e alla Kunsthalle di Dusseldorf (1984); alla galleria Hans Barlach di Colonia (1986); alla GAM di Bologna (1989).
La fine del decennio vede l’artista ritornare all’utilizzo del ferro - si citi la mostra alla galleria Martano di Torino, 1989 - come unico materiale (“Ferri Spezzati”) per attribuire successivamente, nei suoi lavori degli anni Novanta, un nuovo senso alla scultura sospendendo grandi blocchi di ferro a sfidare la gravità del materiale.
Proseguono le esposizioni alla XLIV e XLVI Biennale internazionale d’arte di Venezia (1990 e 1995), alla galleria Fioretto di Padova (1993), al Palazzo Reale di Milano (1997).
In seguito alla proficua attività espositiva svolta in gallerie e musei nord-europei (1974, Galerie Hubert, Zurigo; 1981, Neue Nationalgalerie, Staatliche Museum, Berlino; 1985, Kunstverein, Amburgo;1996, Galerie Walter Storms, Monaco; 2004, Galerie Hoss Wollmann, Stuttgart), durante questi anni gli viene offerta una cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda.
Il suo lavoro - che ha ottenuto recentemente il riconoscimento della critica col “Premio Faenza alla carriera” e il Premio al Concorso Internazionale d’arredo urbano di Milano – viene ancora esposto alla galleria Otto di Bologna (2003) e alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (2005).
L’anno in corso lo vede protagonista della scultura internazionale contemporanea: a Gubbio (XXIV Biennale di Scultura, Palazzo Pretorio), Tivoli (Sculture in Villa, Villa D’Este), Aglié (Scultura Internazionale, Castello Ducale), Todi (Giuseppe Spagnulo - Carte e sculture, galleria Extra Moenia), Firenze (Cantico, galleria Il Ponte ) e Isola Del Gran Sasso (XII Biennale d’Arte Sacra Contemporanea, Museo Stauros d’Arte Sacra Contemporanea).
 

Jump to this page top | Back to previous page |