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Renato Ranaldi

parusie - repertorio del piccolo disegno

a cura di

BRUNO CORA'

19 febbraio - 22 aprile 2005

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La galleria Il Ponte ha presentato una retrospettiva di Renato Ranaldi, con una esposizione dedicata al piccolo disegno dagli anni Sessanta ad oggi.
La mostra è nata quasi come corredo all’imponente volume curato da Bruno Corà in cui si ripercorre lo sviluppo del lavoro di Ranaldi attraverso l’intero corpus dei suoi disegni di piccolo formato, che copre l’arco di un quarantennio.
Questo ponderoso accavallarsi di segni all’interno delle ottocentoventisei tavole che compongono il libro è stato integralmente presentato in galleria attraverso una disposizione delle opere seguendo la logica della quadreria, fin quasi ad occupare ogni spazio possibile sulle pareti.

«[…] Le centinaia di disegni di piccolo formato che sono raccolti in questo breviario per i giorni neutri nascondono sovente grandi sogni, inquietanti epifanie, solitarie derive. Assai spesso l’immaginario di Ranaldi si spinge in latitudini da dove, tornando, il disegno che ne evoca i profili e le tracce non reca alcun confortevole risarcimento per sé, piuttosto stupore ad altri. Sono smarrimenti in cui egli s’arrischia, necessari a ritrovamenti rivelatori di una possibile via d’uscita dalla nebbia che tutto avvolge. Ciò che si osserva in questi “microeventi” è l’eco risonante da abissi interiori scandagliati dall’autoriflessione poetica. La vis signativa scende come una trivella nelle viscere dell’inconosciuto in virtù dell’innocenza penetrante del sogno. Quel che viene alla luce ignora ogni principio o certezza razionale, esibendo passaporti di casualità. All’opposto della bava lucente della lumaca, il disegno si snoda compenetrandosi alle carte divenendone, al tempo stesso, oscuro destino e aruspice. Ma non appena i segni irrorano quel deserto bianco del foglio, le immagini scaturite da essi instaurano in quella vanitas un quid di arcanamente autonomo, che esiste solo nel loro aggrovigliarsi e delineare, senza alcuna retorica promessa di coerenza.
Nel disegno di Ranaldi si ‘apre’ un’irrealtà di cui non si può ignorare la presenza flagrante nella vita di ognuno: le architetture, i luoghi, gli emblemi della scena urbana, gli oggetti, i fenomeni, le entità spaziali, le figuralità fantasmatiche, i simboli, le monadi, i reticoli atmosferico-ambientali, le allucinazioni, i prodigi, il banale congegno della realtà quotidiana, reso paradossale ed esagerato, al punto di condividere e dissolvere tra loro lo stato tragico e quello comico dell’esistenza; tutto diviene riconoscibile e insieme inatteso, come se un’ ‘ars combinatoria’ stramba e tirannica avesse maldestramente ma perversamente coniugato e orchestrato. […]». Da Bruno Corà, Parusie – repertorio del piccolo disegno, Edizioni Il Ponte, Firenze 2005.
 

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