Galleria il Ponte su Facebook
Galleria il Ponte su Twitter
Galleria il Ponte su Pinterest

Pistoletto Michelangelo


Michelangelo Pistoletto è nato a Biella nel 1933 dove, a soli quattordici anni, entra a lavorare nella bottega del padre, pittore e restauratore di dipinti e affreschi; qui apprende le tecniche pittoriche tradizionali e le tecnologie per la conservazione delle opere.
Dopo un corso di pubblicità, apre uno studio di advertising e contemporaneamente si dedica alla pittura, concentrandosi sulla figura umana: il primo soggetto della sua pittura – nel ’55 – è un autoritratto.
Dal 1956 al 1958 l’artista lavora sul divenire tra figura e contesto indagando sulla possibilità di rivelare nel quadro la dialettica tra il riprodotto e il riflesso. Dal rappresentarsi su una superficie oro o argento, passa ad un fondo nero reso riflettente da una vernice plastica. Nel 1962 comincia a realizzare le Superfici specchianti, in cui la figura, a grandezza naturale, è una velina fotografica dipinta e collocata su una superficie di acciaio inox, lucidata a specchio. Nel ’64 con una variazione linguistica, l’artista passa alla trasparenza dei Plexiglass, su cui dipinge o riporta fotograficamente un oggetto, la cui immagine si trova all’interno dello spazio circostante.
Nel 1965 Pistoletto proietta nel suo studio di Torino, gli Oggetti in meno dove si evince la poliedricità dell’artista che cerca di dar corpo ad una serie di illuminazioni interne “fisicizzate” nel suo studio. Realizza opere tridimensionali coinvolgendo nelle sue operazioni lo spazio e il tempo; recupera oggetti e materiali poveri, secondo le linee del New Dada americano, ma vi inserisce elementi che si riveleranno caratteristici dell’ Arte Povera, di cui Pistoletto è uno dei principali esponenti. Nel ’67 l’artista apre lo studio a poeti, intellettuali e al pubblico. Il lavoro con altri artisti, musicisti, attori, cineasti lo porterà a un’intensa attività di performances, che dal  ’68 al ’70 si tradurrà negli spettacoli dello Zoo  e per due anni sostituirà il lavoro sull’opera tradizionalmente intesa. Pistoletto allontanatosi dallo specchio, entra nello studio, sulla scena, nelle strade, nella città, quali spazi da riempire; e l’incontro, la collaborazione con il mondo esterno si tradurrà spesso in invenzioni teatrali.
Nel ’78, con la Divisione e moltiplicazione dello specchio l’artista torna artigiano, specchiaio. Ora lo specchio diventa “forte” «...perché tocca il mistero del riflesso, la sua majestas». Questo momento porterà alla successiva monumentalità della scultura, realizzata dopo l’80 in marmo o poliuretano.
Nel 1994 redige il manifesto programmatico Progetto Arte, con il quale Pistoletto pone l’arte al centro di una trasformazione socialmente responsabile e che si concretizza, quattro anni dopo, nella creazione di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, situata in un ex manifattura di Biella acquisita
nel 1991 dall’artista.
Nel 2000 si inaugura, all’interno dell’Istituto Oncologico Paoli-Calmettes di Marsiglia, il Luogo di raccoglimento e di preghiera, multiconfessionale e laico, concepito e realizzato dall’artista.
Nel 2002 è direttore artistico della Biennale Internazionale Arte Giovane Torino intitolata Big Social Game. Nello stesso anno riceve dalla Presidenza della Repubblica Italiana il Diploma di Benemerito della Cultura e dell’Arte.
Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia, durante la quale presenta Love Difference-Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, progetto teso ancora una volta ad innescare un impegno politico nell’arte.
Nel 2004 l'Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l'artista annuncia pubblicamente quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso, il cui simbolo è il Nuovo segno d'infinito da lui creato nel 2003.
Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts.
Michelangelo Pistoletto, con la sua straordinaria energia e attenzione per il presente, continua a proporre idee e a collaborare con le generazioni più giovani.
 

Jump to this page top | Back to previous page |