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Mimmo Roselli

lineare

a cura di

ANDREA ALIBRANDI

18 maggio - 27 luglio 2007

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In contemporanea con il progetto espositivo nelle sale e nel giardino del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, la galleria Il Ponte ha dedicato all’artista Mimmo Roselli la personale dal titolo Lineare.
Un intervento significativo nella sala superiore della galleria ha dato luogo alla realizzazione del Round Il Ponte, costituito da una dinamica di rette attraverso l’uso di corde in cotone tese a costruire un ideale spazio “sacrale”. Le corde hanno delineato l’intero volume, penetrando nelle pareti e fuoriuscendone, in un tracciato triangolare (triangolo come «…segno, luogo del contatto, dello scambio culturale tra gli uomini…»). L’andamento del Round, data la forma allungata della galleria, rivela una stretta relazione tra direzionalità dello spazio e forza visiva delle linee in esso contenute.
Lineare è ‘quasi verbo’ che l’artista trae dalla parola “linea” come azione riconducibile al significato di attraversare lo spazio o una superficie con delle linee, ma anche nell’accezione di aggettivo, che ha a che fare con puro, coerente, retto.
«A partire dall’installazione triangolare a tre ordini di funi disassate Round Il Ponte (2007) e dalle altre compiute in queste stesse ore nel Museo Archeologico di Firenze e nel giardino retrostante, dal titolo Il filo (2007) e Spazi praticabili (2007), si avverte – come scrive Bruno Corà in catalogo - che la prima preoccupazione di Roselli è rendere percepibili quelle entità invisibili ma esistenti che coniugano il pensiero dell’osservatore, la proiezione prospettica del suo sguardo, i flussi di energia presenti attorno e a partire da ciascuno di noi, con i legami e le connessioni implicite tra le cose e le persone con i luoghi…
…Quelle di Roselli, infatti, sono installazioni-tensioni che sollecitano soprattutto la vis immaginativa a introdursi in una spazialità che ancora prima che fisica è di esponenza disegnativa e mentale, pertanto induttiva di rapporti assoluti e primari trasmissibili sulla realtà di luoghi sempre diversi e tuttavia, in precedenza, da lui interiorizzati.
Le opere di Roselli innervano lo spazio conferendogli un attributo relazionale che sancisce una volta in più, se ce ne fosse bisogno, la profonda valenza etica del suo lavoro. »
Nella sala inferiore, sono stati presentati oli recenti, dove linee vibranti di sentimento, precise e indeterminate ad un tempo, «…limitazioni, partizioni, tracce di azione, rimandi ad una situazione o ad un paesaggio…» attraversano la superficie quadrata dell’opera, concepita come «…luogo del vivere dell’uomo, forma della casa... e virtualmente definiscono il significato di uno spazio visivo».
 

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