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Marco Di Giovanni

UCRAINA

installazione - performance

a cura di

ANDREA  ALIBRANDI

25 novembre - 16 dicembre 2006

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Con l’installazione-performance di Marco Di Giovanni, la Galleria Il Ponte ha proseguito il percorso espositivo di close up presentando un momento del lavoro di questo giovane scultore.
La necessità della mostra è nata da un viaggio in Ucraina di Marco di Giovanni ed ha coinvolto il visitatore nella proiezione dello sguardo oltre le mura della galleria: l’artista su una bianca base circolare, abbandonati i sandali di questo lungo cammino, con il volto rivolto all’interno di un grande tubo, che attraversa lo spazio in direzione di questa regione della terra, rinomata per l’azzurro del cielo e il giallo del grano...
I suoi ferri - spesso scarti arrugginiti di canalizzazioni, serbatoi ... - sprofondano nel suolo, sfondano le pareti, sfidano le leggi canoniche dello spazio e inducono lo spettatore a vivere il loro interno coinvolgendolo in un’esperienza altra di percezione delle cose. A tal scopo utilizza tubi catodici rudimentali, accorgimenti luminosi, meccanismi lenticolari, lenti di ingrandimento e specchi. Ribalta così prospettive e punti di vista, rendendoci partecipi di una visione ingannevole e ironica del mondo. Installazioni e performance insorgono, emergono, esondano dallo spazio, più che esservi collocati e lo trasformano radicalmente. Spesso l’evento è sceneggiato in prima persona, coinvolgendo gli spettatori-attori... «Voglio che si crei una tensione tra lo spazio, l’opera e chi la guarda, non a caso le mie opere sono spesso praticabili, mutano con il mutare del punto di vista dell’osservatore, anche se sono statiche…» Le persone sono dunque una parte dell’opera, talvolta ne sono uno dei “materiali”.
Nel medesimo ambiente dell’installazione,sulla parete di sinistra, il diario dell’artista УКРАÏНИ (d’Ucraina). Dodici pezzi di carta gialla da osteria con su altrettante scene conviviali, appena tratteggiate al carboncino: scene di relazione, di confronto con l’altro; di conversazioni al bar e di bevute in compagnia. Sulla parete di destra, invece, si snoda il racconto. Otto pagine strappate da un libro comprato per bancarelle: le poesie di Ševčenco, il padre della moderna letteratura ucraina, lo sguardo altro nell’Ucraina zarista di metà ottocento. Otto pagine illustrate a tema agreste su cui Di Giovanni interviene tracciando le sue tubazioni, i suoi serbatoi, i suoi ferri.   
 

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