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Gregorio Botta

ciņ che resta

a cura di

ANDREA ALIBRANDI

testo di

LEA MATTARELLA

29 maggio - 24 luglio 2015

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Acqua, vetro, cera, ferro, piombo… rumore, parola, luce gli elementi di cui si compone la mostra che Gregorio Botta ha ideato per la Galleria Il Ponte. La levità di rarefatte strutture sospende immagini e suoni in una dimensione di indecifrabile e impermanente poesia che si definisce e si perde sulla materia.
Ciò che resta è quanto riaffiora attraverso le opere che Botta compone e in cui insinuano le memorie di un canto sospeso, sottaciuto, parzialmente inespresso. Le opere tracciano un percorso, lo accennano senza delimitarlo, lasciano campo al visitatore di perdersi in una propria visione.
Nella sua organicità la mostra di Botta è una rarefatta e unitaria immagine poetica che travolge lo spazio definito della galleria e proietta in una dimensione sospesa, dove sentimenti e pensieri trovano spazi inattesi e pervasivi, che si affacciano alla nostra percezione.

 

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