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Eberhard Ross

fermata

29 aprile - 12 maggio 2016

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La Galleria Il Ponte, per il ciclo Close up nello spazio lounge del piano terreno, presenta alcuni lavori dell'artista tedesco Eberhard Ross della serie Fermata, quadri dipinti appositamente oltre che per la galleria per differenti luoghi di Firenze: Cripta di San Miniato al Monte, Palazzo Capponi alle Rovinate (da lun. a ven. 8.00-13.00 / 15.00-19.00, sabato 9.00-12.00) e Arte Mediterranea (via de' Bardi angolo Costa Scarpuccia, sempre visibile), dove ognuno di essi vuole essere un luogo per una fermata interiore dove restare in consapevole silenzio. Fermata é un termine che deriva dal linguaggio musicale intendendo che un tono o un accordo deve essere mantenuto a lungo, deve risuonare. L'obiettivo dell'artista é quello di dare la possibilità di entrare in una speciale atmosfera di silenzio e concentrazione interiore...

 

 

Il colore risuona nello spazio. Fermata, il nuovo gruppo di opere di Eberhard Ross

Il colore è il tasto. L’occhio il martelletto.
L’anima è il pianoforte con molte corde
L’artista è la mano, che toccando questo o quel tasto
mette in vibrazione l´anima umana
(Wassily Kandinsky, Dello spirituale nell´arte, 1912)

A partire dall’affermarsi dell’astrazione gli artisti figurativi indagano attraverso le proprie opere il punto di incontro tra musica e arte. Così fa anche Eberhard Ross.
Già con il titolo della sua più recente serie di opere si rifà a un fenomeno musicale, scegliendo un termine che deriva dall’ambito della notazione musicale: Fermata. Il nome del segno musicale è un prestito linguistico dall’italiano, dove il termine ha il doppio significato di sosta, pausa o anche arresto. In questo senso il punto coronato in musica è un punto morto, in cui un tono o un accordo deve essere trattenuto più a lungo del valore predefinito della nota. E’ dunque un segnale che invita ad arrestarsi: richiama gli interpreti in quanto indicazione musicale e l’osservatore proprio come nel titolo di un’opera di Ross: Just stop for a moment. Hold on, recognize yourself for a while and discover your own rhythm.
Così l’artista rende l’idea chiave di questa sua ultima serie di quadri.

All’osservatore si presenta un campo cromatico il cui centro è caratterizzato da una tonalità chiara, mentre verso il bordo il colore si trasforma fluidamente in un tono più scuro, spesso passando dal giallo all’arancione. In questo processo il colore non diffonde la sua luminosità anzi costituisce “solamente” una base cromatica che sembra essere coperta da un velo di colore più chiaro. Così la superficie risulta mossa e scintillante insieme. In effetti, l’artista ha dipinto il fondo del quadro con un colore omogeneo su cui ha sovrapposto altri strati dove ha inciso un reticolo di sottilissimi caratteri grafici.
Ross ricopre fino al bordo la pittura con una fitta rete, che poi viene incisa manualmente con un oggetto appuntito riportando così parzialmente allo scoperto lo strato inferiore di colore.
Il risultato assomiglia ad un’immagine duplice. Chi guarda si può concentrare sulla ricostruzione dei contorni e seguire le tracce incise o indirizzare la percezione verso lo strato emergente di colore su cui sono state praticate le incisioni e che risulta in rilievo rispetto ad esse. L’opera ricorda  un terreno secco la cui terra è ricoperta da sottili crepe. L’associazione con l’immagine della natura è solo accennata in questo caso, ma l’interesse generale di Ross per i fenomeni naturali, per lui fonte d’ispirazione, appare anche in queste opere.
Infine Ross include in Fermata per la prima volta anche il retro dei quadri: per i suoi lavori usa telai tagliati obliquamente sul lato posteriore, che si allargano verso l’esterno creando una distanza tra la tela e la parete. L’artista stende il colore acceso di base oltre il margine del quadro, facendolo debordare sul retro. Ciò non è direttamente visibile per l’osservatore, però il riflesso dei pigmenti di colore appare sulla superficie espositiva. In questo modo si genera l’effetto di un’aureola di luce intorno al quadro.

Non è un caso che Eberhard Ross riprenda dall’ambito musicale il titolo per la sua più recente serie di opere. L’artista evidenzia, infatti, che la sua produzione sia influenzata in primis dalla musica. Mentre lavora ascolta musica, soprattutto le registrazioni da solista di Keith Jarrett.
Tuttavia i quadri di Ross sono tutt’altro che il tentativo di riprodurre figurativamente il suono, traducendo principi di composizione musicale nelle sue opere. Piuttosto, attraverso di esse, l’artista si muove alla ricerca del suono dei colori o, ancora più concretamente, vuole “dipingere il suono”.

Con Fermata, Ross arriva al punto più alto finora raggiunto nel suo continuo confronto con la possibilità di rappresentazione visiva del suono del colore. Per l’artista, infatti, è importante riuscire a realizzare una trasposizione figurativa del fenomeno musicale dello svanire del suono. Il fenomeno che in musica viene espresso dal punto coronato come un suono che si smorza volutamente, trova un’espressione pittorica nel colore che si riduce via via e soprattutto nell’aura che circonda i quadri della serie delle opere.
Il colore si propaga e risuona nello spazio. O per meglio dire il colore si smorza nello spazio.

A questo punto deve essere introdotto il concetto di “spazio cromatico” nella pittura di Ross.
Come nei Kissenbilder (Quadri cuscino) di Gotthard Graubner la sua pittura acquista una qualità espressiva tridimensionale.
Osservando più a lungo i lavori, si ha l’impressione che la superficie di colore chiara al centro del dipinto sia in movimento e che dilaghi e si ritiri perpetuamente.
Un ciclo che Ross descrive con chiarezza attraverso la metafora di “un avvallamento che sorge o una sorgente che si avvalla”.

Attraverso il ritmo del quadro e lo smorzarsi del colore e attraverso l’ascolto, l’osservatore deve per un attimo rilassarsi, ascoltare il proprio ritmo e concentrare su di esso la propria attenzione.
Eberhard Ross vuole che l’intenzione “di dipingere il suono”, proprio come il titolo Fermata, sia inteso in senso lato.
Lo storico dell’arte Tobias Burg osserva che già a partire dai primi lavori di Ross la sensazione che viene trasmessa sia prima di tutto contemplativa. E anche nella serie attuale si tratta di contemplazione, d’immersione (mentale) nell’opera.
L’artista propone di “fermare”, di trattenersi e trovare pace mentre si osserva l’opera.

Accanto agli spazi espositivi di palazzo Capponi, della galleria Il Ponte ed Arte Mediterranea, Eberhard Ross ha trovato la cornice ideale per la presentazione di una delle opere di Fermata nella basilica fiorentina di San Miniato al Monte. L’edifico sacro è un luogo in cui i fedeli si devono poter avvicinare ai contenuti della fede in contemplazione mistica. Lo spazio sacro ritrova una risonanza nei quadri di Eberhard Ross: anch’essi invitano l’osservatore a una dimensione contemplativa.

Katrin Thomschke




Eberhard Ross nasce nel 1959 a Krefeld in Germania. Studia all'Università di Essen (Folkwang-School) con Laszlo Lakner e Friedrich Gräsel. Dipinge e disegna da più di trenta anni. Studia la filosofia del Buddismo Zen per molti anni e questo traspare sia nella sua arte che nel soggetto della materia che nella sua esecuzione.
Nei suoi lavori più astratti della serie Speicher, Eberhard Ross meticolosamente copre tele, alluminio e fogli di carta da disegno con reti di linee calligrafiche e modelli che si trasformano organicamente in un processo ripetitivo e in qualcosa che per lui ha a che fare con un processo meditativo. Ross é affascinato dai modelli presenti nella natura, forme a spirali di conchiglie, foglie, ali di farfalla, cellule di piante. Come tenta di interpretare le naturali ‘linee e curve’ trovate nella natura, così l'artista esplora anche come i toni e le tonalità del colore sono influenzati dal segno. La sua recente indagine verso i toni di colore pallido scaturisce nelle pitture della serie Silent Spaces.
Imparando di più delle leggi della scienza naturale attraverso le tecnologie avanzate dell'astronomia, del microscopio e del lasso di tempo della fotografia diventa chiaro che simili modelli di struttura ed energia occorrono nel cosmo e nel nostro proprio mondo. Per gli studiosi di filosofie orientali c'é una familiarità con l'idea che tutto esiste in una relazione continuamente dinamica e che ci sono principi che sottolineano il naturale flusso della Natura. Nell'essenza questo é il senso che Ross cerca di trasmettere attraverso il suo lavoro.

Mostre personali dal 1999 (selezione)
1999 Kraftfelder, Zeche Zollverein, Essen. 2001 Stille.Zeichen, RWW, Mülheim an der Ruhr. 2002 Gerade.Ungerade, Renate Moltrecht Gallery, Essen. 2003 Speicher, Renate Moltrecht Gallery, Essen. 2005 Villa Brandenburg, Collection Ralf Schmitz, Kempen. 2006 Organische geometrie, Kunstmuseum Alte Post, Mülheim an der Ruhr;  Organische geometrie, Städtische Galerie Schloss Strünkede, Herne; Organische geometrie, GAM-Galerie Obrist, Essen. 2007 Organische geometrie, The Study Gallery, Poole, Bournemouth; Organische geometrie, Städtische Galerie Brunsbüttel; Max-Planck-Institute of Molecular Physiology, Dortmund. 2008 Biosphäre 1, Cora Hölzl Gallery, Düsseldorf. 2009 Source, GAM-Galerie Obrist, Essen. 2010 Space between, Four Square Fine Arts, c/o Redchurch Gallery, London; Organische geometrie 2, Museum Kalkar; Organische geometrie, Nikola Rukaj Gallery, Toronto. 2011 Galerie Hübner & Hübner, Frankfurt am Main; Galerie Heimeshoff, Essen. 2012 Zwischenräume, Kunstverein, Eislingen; Zwischenräume Galerie Kunst2, Heidelberg. 2013 Silent spaces, Kunstverein, Unna; Silent spaces, Galerie Hübner & Hübner, Frankfurt; Silent spaces, Galerie Frank Schlag & Cie, Essen; Silent spaces, Four Square Fine Arts, London.  2014 Luminescence-think of your eyes as ears, Hölzl Kunstprojekte, Düsseldorf; Luminescence-think of your eyes as ears, Galerie Kunst2, Heidelberg; Luminescence-think of your eyes as ears, YoungEun Museum, Gwangjiu; Luminescence-think of your eyes as ears, JJ Joong Jung Gallery, Seoul/Gangnam. 2015  Luminescence-think of your eyes as ears, Galerie Frank Schlag, Essen;  Luminescence-think of your eyes as ears, Galerie Hübner & Hübner, Frankfurt;   Luminescence-think of your eyes as ears, artpark Gallery, Karlsruhe; Contemplation con Neringa Vasiliauskaite, Galerie stoerpunkt, München. 2016 Fermata, The Wildside Gallery, Antwerpen; Fermata, Galleria Il Ponte, Firenze; Fermata, San Miniato al Monte, Firenze

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