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Daniel Rothbart

musica delle sfere

a cura di

ENRICO PEDRINI

23 maggio - 20 giugno 2008

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Proseguendo il ciclo close up con Musica delle Sfere sono state presentate le opere dell’artista Daniel Rothbart. La mostra é caratterizzata da alcune nuove sculture dell’artista appese alle pareti o appoggiate sul pavimento e prende il nome da un’immagine sulla composizione del cielo, ispirata ai Pitagorici e descritta da Dante nel I canto del Paradiso, che si riferisce alla geometria, alla musica, al misticismo, alla meditazione/mediazione e all'amore di Dante per la città di Firenze.
L’opera di Rothbart esce dall'autoreferenza "dell'arte per l'arte", per diventare motore culturale capace di far affiorare nuove potenzialità e funzioni per l'arte stessa: non si risolve in una forma ma diviene operatività di una pratica artistica che si sostituisce alla rappresentazione e alla semplice appropriazione della realtà e della natura.
A tal fine da alcuni anni Daniel Rothbart  porta con sé, nel corso di viaggi in vari paesi del mondo, una serie di venti ciotole metalliche di diverse dimensioni. L'artista dispone in questi luoghi le ciotole e documenta l'azione mediante delle fotografie.
Gli oggetti, grazie all'intervento di fattori esterni e non previsti, vengono «riempiti di significati transitori e aprono a differenti significazioni e spostamenti inattesi del senso».
Infatti in molte occasioni, come in questa alla galleria Il Ponte, egli ama provocare una vera performance, sia con le persone – artisti o critici - invitate, sia col pubblico che spontaneamente vi partecipa. Rothbart intitola questa performance Mediazione/Meditazione. Questa azione viene guidata dall'artista stesso, che filma i vari interventi. Il dispositivo che la genera é una ciotola di alluminio con all'interno un batacchio, elementi costanti presenti nella scena delle sue perfomance. I due oggetti forniti dall'artista e la presenza della videocamera diventano quindi i componenti obbligatori di ogni prestazione, ma forniscono al tempo stesso l'occasione di mettere in libertà ed in cortocircuito la creatività dei singoli partecipanti. In tale dispostivo i termini Mediazione/Meditazione entrano in dialettica tra loro, e messi a confronto si evidenziano a vicenda.
La "meditazione" é l'opposto del concetto di "mediazione" o pacificazione e il significato di quest'ultima caratterizza la precedente: la "meditazione" avviene per mezzo della pacificazione con sé stessi e con la "mediazione" fra corpo e anima.
Meditation/Mediation indaga i rapporti tra oggetto e contesto e tra identità differenti, cioé l'artista, l'opera, il pubblico, lasciando imprevista e ogni volta da ridefinire la fisionomia del progetto complessivo.

 

La sera dell’inaugurazione ha avuto luogo la performance Mediation/Meditation, a cui sono intervenuti gli artisti Alessandro Castiglioni (Gallarate, 1984), Marco Di Giovanni (Teramo, 1976), Zoè Gruni (Pistoia, 1982), Mimmo Roselli (Roma, 1952) e quanti tra il pubblico desideravano partecipare.
 

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