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ARTE FIERA Bologna 2011

Padiglione 18 C39 B42

28 -31 gennaio 2011

A.R._Penk,_Gleichgültigkeit_1,_olio_su_tela,_cm.jpg
Arman,_Accumulation_Renault,_1969_-_iinclusioni_di_marchi_Renault_in_plexiglas,_180x120_cm.jpg
Enrico_Castellani,_Superficie_bianca,_1983_-_acrilico_su_tela_estroflessa,_120x120_cm.jpg
Giuseppe_Spagnulo,_Ferro_spezzato,_2006_-_acciaio_44x46x12_cm.jpg
Jannis_Kounellis,_Senza_titolo,_2006_-_acciao,_tessuto,_piombo,_103x73_cm.jpg

Licia_Galizia,_I_cieli,_2009_-_acciaio_dipinto_e_modulato,_150x250_cm.jpg
Paolo_Scheggi,_Intersuperficie_curva_bianca,_1969_-_acrilico_su_tre_tlesovrapposte,_70x70x6_cm.jpg
Renato_Ranaldi,_Fuoriquadro,_2008_-_acrilico_e_tela,_140x90_cm_.jpg
Stefano_Cossu,_Giacomo_il_Vampiro,_2008_-_fotografia_stenopeica,_stampa_ai_sali_dargento,_49x81cm.jpg
Zoè_Gruni,_Malocchio,_2011_-_carboncino_su_stampa_fotografica,_89,5x90_cm.jpg

In occasione di Arte Fiera 2011 presentiamo una mostra monografica dedicata a Claudio Abate, con una selezione di dodici fotografie delle opere di Gino De Dominicis dalla prima installazione all’Attico di Fabio Sargentini del 1969 alle Sculture invisibili esposte da Pieroni nel 1979. Questo nucleo di lavori, molti dei quali inediti, sono riaffiorati recentemente dall’archivio dell’artista e prendono appunto il nome di Scatti ritrovati. Claudio Abate per Gino De Dominicis.

All’interno e in contrapposizione a questo continuo gioco di De Domincis fra visibile e invisibile, si sviluppa l’altra sezione dello stand, interamente fondata sull’idea di uno spazio disegnato dall’opera: gli intrecci spaziali di Gianni Colombo, le profondità assolute di Paolo Scheggi, il ritmico movimento delle ombre sulle tele estroflesse di Enrico Castellani, la vibratilità delle superfici di Getulio Alviani, la ricostruzione di un’assenza di Paolo Icaro, la riconquista e il superamento di una dimensione circoscritta dalla regolarità della forma rettangolare, che comprime ed esalta la forza dell’opera facendone esplodere il dramma in Jannis Kounellis, Hidetoshi Nagasawa e Renato Ranaldi, gli imponenti volumi che occupano lo spazio, facendolo vibrare di un’inaspettata vitalità nelle sculture di  Giuseppe Spagnulo e Mauro Staccioli, le linee tese che misurano lo spazio di Mimmo Roselli e quelle animate da una serrata compressione di Licia Galizia.

In questa connessione fra scultura e scultura fotografata si inseriscono le opere Zoè Gruni, che fotografa e interpreta se stessa come soggetto scultoreo e quelle di Stefano Cossu in cui la luce scolpisce la pellicola fotografica.

Sono disponibili su richiesta opere di:
Valerio Adami, Arman, Gianfranco Baruchello, Enrico Baj, Mauro Betti, Pier Paolo Calzolari, Arturo Carmassi, Mario Ceroli, Giuseppe Chiari, Antonio Corpora, Stefano Cossu, Tano Festa, Bruno Gambone, Raymond Hains, David Hockney, Allen Jacquet, Joseph Kosuth, Luigi Mainolfi, Sebastian Matta, Mario Merz, Aldo Mondino, Giulia Napoleone, A. R. Penck, Peter Philips, Roberto Pietrosanti, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Gerhard Richter, Mimmo Rotella, Emilio Scanavino, Mario Schifano, Daniel Spoerri, Salvo, Jean Tinguely, Joe Tilson, Ben Vautier, Alberto Zorzi.

 
 

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