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Claudio Abate per Gino De Dominicis

scatti ritrovati

a cura di                                        

COSTANTINO D'ORAZIO       

coordinamento scientifico

MANUELA CARPANETO

13 novembre - 10 dicembre 2010

Mostra_di_Gino_De_Dominicis__allAttico,_1969.jpg
Gino_De_Dominicis,_Lo_Zodiaco,_1970.jpg
Come_io_vedo_questo_tavolo,...,_1970.jpg
Gino_De_Dominicis,_Il_tempo,_lo_sbaglio,_lo_spazio,_1970.jpg
Palla_di_Gomma....,_1970.jpg

Sono_sicuro...,_1970.jpg
Ubiquità,_1970.jpg
Mostra_di_Gino_De_Dominicis_allAttico,_1972b.jpg
Asta_in_equilibrio_e_Gemelli,_1973.jpg
Disegno_(statua_invisibile),_1979.jpg

 

Nell’ambito Florens 2010, settimana (13 - 20 novembre) internazionale dei Beni Culturali ed Ambientali, nel ciclo Close up, che prosegue ormai da qualche anno alla Galleria Il Ponte, vengono presentati gli Scatti ritrovati di Claudio Abate per Gino De Dominicis. Avevamo già dedicato un’ampia retrospettiva nel 2008 a Claudio Abate, ma all’interno di Close up vengono presentate alcune immagini che, attraverso il suo sguardo,  ci rivelano la personalità, l’estro creativo, la soggettività e il lavoro artistico di Gino De Domincis. Un percorso composto di testimonianze, molte delle quali inedite, per ricordare e rendere omaggio all’uomo, all’artista, all’amico De Dominicis, il quale – ad un certo punto della sua vita – volle distruggere tutte le fotografie che ritraevano lui e le sue opere: un modo per ribadire la sua poetica che metteva al centro l’opera d’arte unica e irriproducibile in una sorta di “carpe diem” artistico.
Questi “scatti ritrovati” ci appaiono come resti archeologici, rarità straordinarie di opere d’arte che sono durate spesso qualche giorno, o addirittura solo poche ore. E’ questo il caso di Lo Zodiaco (1970) o delle forme geometriche disegnate sul pavimento della Galleria L’Attico a Roma. Si tratta di immagini talmente uniche, che hanno assunto un valore parallelo all’opera che documentano, diventando loro stesse opere d’arte. Oggi Abate costruisce un viaggio nella concezione espressiva di De Dominicis contestatore e iconoclasta, criticato e amatissimo; si rileggono così molte opere perdute senza dimenticare l’environment in cui visse e operò.
 

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